martedì, 04 agosto, 2009, 10:30 - Positivo o Negativo
Vi segnaliamo parte di questo articolo...
Su Repubblica.it trovate il seguito.
Buona lettura ||||


Punti di vista
Fotografo per caso...
di Testo e foto di Marco Cuppini
E per passione. Scatti che colgono un movimento, immortalano un’ombra, congelano un momento speciale. Un manager-reporter ci svela perché le cose vanno viste da vicino. Da molto vicino...

Time it was and what a time it was it was / A time of innocence a time of confidences. / Long ago it must be, I have a photograph / Preserve your memories, they’re all that’s left you...*

Questo cantavano in “Bookends”, Simon & Garfunkel. Per avere dei ricordi che non svaniscano col tempo io ho bisogno delle fotografie. Per portarmi via per sempre l’esperienza di luoghi, momenti, sensazioni, odori. Lo scatto fotografico congela quei momenti, quelle esperienze. Ho la sicurezza che quel posto dove sono stato torna a casa con me. Lo scatto fotografico è sempre un momento, un’istantanea; anche se per costruirlo ho dovuto aspettare mezz’ora che sparisse quella nuvola che copriva il sole e non faceva l’ombra che tanto mi aveva colpito. La volta che sono stato alla Berlinische Galerie, appena arrivato davanti all’ingresso sono stato colpito dalla vista di una lunga teoria di lettere che componevano una frase in tedesco: graficamente irresistibile. Bisognava aspettare una presenza umana che completasse la foto, per darle un senso.


domenica, 04 gennaio, 2009, 17:27 - Positivo o Negativo

Personaggi famosi trasformati in facce da clown. Il tutto con l'aiuto del "potentissimo" Photoshop. E' la sfida lanciata dal sito tedesco Worth1000. Gli utenti, a colpi di ritocco, hanno tirato fuori il lato comico, o tragico, dei volti noti. Da Barack Obama a Cameron Diaz, da Sarah Palin a Tom Cruise. In questa foto, i Rolling Stones.
Guardate un po' di fotografie su Repubblica .
Difficile fare di meglio .....


martedì, 30 dicembre, 2008, 11:19 - Positivo o Negativo
Gianni Berengo Gardin un fotografo.
Non come tanti, si potrebbe argomentare.
Di grande esperienza e di grande comunicazione.
Abbiamo trovato su Youtube un filmato da vedere.
Non perdetelo! Ciccate qui, grazie.

Arrivederci nel 2009 !!

domenica, 09 novembre, 2008, 15:05 - Positivo o Negativo


Che le immagini (ma non solo quelle) siano figlie di chi le inventa è scontato. Che la tecnica sia una cosa e la creatività un' altra, forse l' avevano già detto nel V° sec A.V. i filosofi Greci.
Arriva Jumper, come ogni domenica, con il direttore Luca Pianigiani a ricordarcelo:mi raccomando scatenate la fantasia e non preoccupatevi se lo scadimento della tecnica è ogni giorno più evidente. E' lo specchio dei nostri tempi...
Leggetevi integrale il testo di Jumper, ne vale la pena!!

A volte passo del tempo (che non ho) su alcuni forum che parlano di fotografia. Anzi… che parlano di macchine fotografiche, non di fotografie. Appassionati (e anche professionisti) che discutono animatamente sulle prestazioni di un apparecchio, rispetto all’altro. Si litiga tra nikoniani e canonisti, e, all’interno di queste macrocategorie, tra chi dichiara che l’unica macchina giusta è la D3, altri che dicono che è stupido chi compra la D3 visto che c’è la D300 o la D700 che “costano meno e sono altrettanto fighe”. Dall’altra parte, chi dichiara che la 5D Mark II è tutto quello che serve nella vita, e chi invece dice che è stupido chi la compra, che al mondo esiste solo la 1Ds Mark III, chi difende il fullframe come “unica scelta per chi ci capisce di fotografia”.

Avrei voluto parlare di Obama, questa domenica: era un tema interessante, abbastanza profondo, e specialmente non aveva a che fare con la politica, si parlava di immagine (come è comune in questa sede). Ma, invece, sono qui a raccontare di qualcosa che ci porta dieci passi indietro pur di poterne fare uno in avanti. Dieci passi fa, io ero un giovane che “da grande voleva fare il fotografo”, che studiava fotografia in una di quelle scuole prestigiose, erano gli anni ‘80 e per me esistevano due miti: Giovanni Gastel e Fabrizio Ferri. Sapevo poco, all’epoca (non che io sappia molto, adesso), ma amavo Gastel per l’uso del banco ottico nella moda, la Polaroid 20×25 come materiale definitivo, i flash Elinchrom di elevatissima potenza (quelli che il mio portafoglio non poteva permettersi). E amavo Ferri, perché usava gli studi daylight, e quella luce era meravigliosa, ancora più inavvicinabile dei flash Elinchrom… perché gli studi daylight erano pura fantasia, per me.

Gastel mi è capitato di seguirlo meno, negli anni… la mia strada è stata diversa, mi sono allontanato da alcuni mondi, ed avvicinato ad altri. Fabrizio Ferri, invece, mi è capitato di incontrarlo diverse volte, ho anche fatto una lezione di fotografia digitale presso la sua scuola (e, lui non lo sa, per l’onore non gli ho mai nemmeno conteggiato le ore del mio lavoro: allora era anche ancora il periodo dell’entusiasmo, e si facevano le cose per passione). Ma, specialmente, ho seguito a distanza la sua evoluzione digitale: conosco bene - e lui nemmeno forse lo ricorda, perché sono un osservatore che spesso non si butta nella mischia e non si fa fotografare nel gruppo, per dire “c’ero anch’io” - il suo percorso. Un suo libro, Aria (che ha segnato l’incontro tra il grande fotografo Ferri, Fabrizio e la grande ballerina Ferri, Alessandra) è stato un momento di storia, perché è stato il primo, o uno dei primi, ad essere realizzato con tecnica di ripresa digitale. All’epoca, un dorso digitale Dicomed Big Shot. La troupe a supporto è stata scelta tra chi era più preparato e competente, e i problemi per scattare in esterni a Pantelleria erano tantissimi.

Sono passati dieci/undici anni, da quel libro. E l’evoluzione non richiede certo di essere rimarcata e raccontata: è storia che tutti conoscono. Sta di fatto, però, che fa impressione vedere che oggi Fabrizio Ferri sta lavorando con una compatta digitale, una Canon G9, quasi un giocattolino (che in altre occasioni abbiamo segnalato come un vero e proprio gioiello) con la quale si stanno facendo servizi di pregio, addirittura copertine o calendari (quello di Max, protagonista Lola Ponce, in edicola in questo periodo, è scattato con la G9 e anche il servizio a Martina Colombari di cui proponiamo un’immagine in questo SJ). Ferri dice di avere scoperto questa macchina che gli consente di essere “solo” con la modella, trova eccezionale la resa di questa macchina, i file che produce non li ritocca (se non in via eccezionale), scatta in Raw, i risultati sono quelli che si possono vedere sulle riviste patinate.

In dieci anni, siamo passati da sistemi dal costo di un centinaio di milioni, gestiti da una troupe di persone, ad una compatta che sta in tasca, che fa sorridere modelle e attrici riprese, che costa poche centinaia di euro. Il mondo in effetti non è così cambiato, ancora oggi servono sistemi costosi, macchine professionali, ottiche prestigiose, investimenti concreti; sarebbe stupido dire il contrario. Ma, al tempo stesso, si può dire che la produzione professionale e di pregio ha ancora solo un punto di riferimento: la professionalità, la capacità artistica, la sensibilità. Se è vero che un “nome sacro” come Fabrizio Ferri può permettersi libertà che altri non potrebbero permettersi, è anche vero e sacrosanto che i risultati ci sono, e questo ci deve permetterci di andare oltre, di superare gli atteggiamenti che mettono davanti a tutto tecnica e apparecchi.

In questi anni abbiamo perso molto, in fotografia. Ci siamo affidati a qualcosa che non conoscevamo, che non dominavamo, abbiamo voluto stupire, più che emozionare. Abbiamo investito in pixel, invece che in cultura. In processori, invece che in sensibilità. In funzionalità invece che in tempo per capire, per scoprire, per amare. Se oggi possiamo anche - non solo… ma anche - scattare con qualcosa che è poco più di un giocattolo (che giocattolo non è… ogni giorno che la uso ne sono più innamorato: da quando la uso con un fantastico mirino Zorki, ancor di più), allora dobbiamo finalmente superare questa era di transizione, dove il tecnicismo era la parola d’ordine, dove ogni macchina che usciva doveva sostituire la precedente perché la differenza qualitativa era tale da non reggere il confronto.

Oggi, possiamo cambiare fotocamera quando ci farà comodo, quando troveremo ingredienti creativi che aggiungeranno valore alle nostre foto (o ai nostri video, una delle novità è proprio quella della possibilità di realizzare eccezionali video con le reflex di nuova generazione), e non per un’esigenza assoluta. Forse ne compreremo anche di più, ma lo faremo con coscienza, non con la frenesia della necessità di innovazione. Torneremo a valutare l’immagine, senza preoccuparci della sua costruzione tecnica. Saremo forse più rilassati, perché sapremo di non avere più limiti, solo quelli che abbiamo sempre avuto, che stanno dentro di noi (professionali, artisti, creativi). La fotografia non è mai stata legata al “manico”, ma ora questo potrà essere più evidente. La discussione da bar possiamo lasciarla agli appassionati di fotocamere, sui forum, tra noi possiamo ricominciare a parlare di fotografia. Era ora, no?

di Luca Pianigiani


giovedì, 28 agosto, 2008, 16:07 - Positivo o Negativo
Riportiamo un' opinine dalla rivista Altroconsumo :
The Pirate Bay: oscurare e' guardare indietro, non avanti
13-08-2008

La Procura della Repubblica di Bergamo ha predisposto l’oscuramento di The Pirate Bay, crocevia del mondo peer-to-peer, invitando gli Internet Service Provider italiani a inibire l’accesso alle pagine dal nostro Paese. Il provvedimento rientra nell’ambito dell’inchiesta in corso contro l’attività di condivisione globale sulla rete di materiale protetto da diritto d’autore, ed è eseguito dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza.

Per Altroconsumo il provvedimento di oscuramento è anacronistico: la pratica di oscurare è obsoleta dal punto di vista tecnologico. Accessi alternativi possono essere messi in piedi in tempi ridottissimi, in una infinita rincorsa tra gatto e topo.

Inoltre, l’invito agli ISP a bloccare l’accesso alle pagine di The Pirate Bay travalica i paletti posti dalla direttiva europea sul commercio elettronico, attualmente in vigore: il provider non è responsabile dei contenuti e il provvedimento, trasmesso dal Gip del Tribunale di Bergamo, è una forzatura, non prevista dall’attuale quadro normativo.

La tutela della proprietà intellettuale nella società dell’informazione deve essere discussa e affrontata in altri ambiti e con modalità diverse dalle pratiche di oscuramento estemporanee, forzature che portano solo a irrigidimenti degli schieramenti. Non è con i tentativi protezionistici che si gestisce il fiume in piena della condivisione nella rete di contenuti. Condivisione che è crescita culturale. I nuovi assetti di equilibrio nei rapporti tra titolari del diritto d’autore e i consumatori dovranno essere studiati e sperimentati, guardando avanti, non indietro.


venerdì, 08 agosto, 2008, 17:33 - Positivo o Negativo


Chi non riorda la protesta svipluppatasi durante la premiazione dei 200 metri piani, quando Tommy "Jet" Smith e John Carlos, entrambi statunitensi ed entrambi neri, occupano il primo e terzo scalino del podio.
Smith ha appena demolito il primato mondiale. Entrambi sono senza scarpe ed indossano calze nere, considerate "calze da ruffiano" nei ghetti.

Una breve memoria per ricordare meglio :

Black Panthers o Pantere Nere è un' Organizzazione politica statunitense, fondata a Oakland, in California, nel 1966 da Bobby Seale e Huey Newton per promuovere e organizzare l'autodifesa della popolazione nera, anche attraverso l'esercizio del diritto costituzionale ad armarsi. Al culmine del suo successo, negli anni 1967-68, giunse a contare più di 5000 aderenti. Alla fine degli anni Sessanta le autorità degli Stati Uniti scatenarono una dura campagna di repressione contro le Pantere Nere, accusate di atti di terrorismo e di essere collegate a potenze straniere nemiche. I due fondatori, e il capo della propaganda del partito Eldridge Cleaver, furono più volte minacciati di morte.

L'associazione si scisse nel 1972, quando Newton e Seale proposero la continuazione della lotta per l'emancipazione con metodi non violenti, mentre Eldridge Cleaver, fautore della lotta armata, si diede alla clandestinità con alcuni seguaci. Le istanze più radicali delle Pantere Nere confluirono nel movimento del Black Power, attivo negli stessi anni.


Vedremo cosa accadrà in Cina, oltre alle fotografie consuete, ci aspettiamo immagini alternative.
Sarà possibile ??


giovedì, 06 marzo, 2008, 15:43 - Positivo o Negativo
Corriere della Sera del 6 Marzo 2008

LONDRA -. E’ possibile sapere con esattezza quello che una persona sta vedendo analizzando la sua attività cerebrale con uno scanner. Lo sostengono alcuni scienziati dell’Università di Berkeley, in California, che avrebbero compiuto un importante passo avanti nella capacità di
(Grazia Neri)
leggere la mente umana grazie a uno computer, in grado di decodificare i segnali del cervello e di abbinarli alle foto che i soggetti analizzati stanno guardando, così che un giorno non troppo lontano sarà possibile ricostruire le scene visualizzate nella mente, siano esse reali o immaginarie. I test eseguiti su un gruppo di volontari utilizzando 120 fotografie hanno dato un risultato positivo in oltre il 90% dei casi, mentre il valore diminuisce fino all’80% con l’aumento a 1000 del numero di immagini visionate, sebbene gli studiosi siano concordi nell’affermare che anche di fronte a un miliardo di scatti (ovvero il numero di foto indicizzate da un motore di ricerca come Google) il computer darebbe almeno il 20% di previsioni corrette. A detta del Professor Jack Gallant - che ha condotto lo studio americano, pubblicato sulla rivista «Nature» e ripreso anche dal londinese «Independent» – in un prossimo futuro sarà dunque possibile costruire un dispositivo che permetta la lettura della mente, pur con tutte le implicazioni etiche e morali del caso.




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